venerdì 17 maggio 2013

La casa passiva in legno, cos’è e come funziona

La casa passiva in legno, ancora non molto diffusa in Italia, è ormai una realtà ben affermata in altri paesi, al punto di essere in procinto di divenire lo standard in Austria, ed essere obbligatoria nella regione del Vorarlberg (Austria). Ecologica, sicura e confortevole, consente, se rispetta tutte le norme, di risparmiare sull’utilizzo del riscaldamento invernale e aiuta a godere di una certa frescura estiva.

Invenzione dovuta a Wolfgang Feist e Bo Adamson, nasce con l’intento di ridurre il consumo energetico attraverso l’utilizzo di materiali ben precisi (anche se in un primo tempo dai costi decisamente elevati e per questo impopolari) e, in seguito, l’integrazione con pannelli solari, pompe di calore e un attento calcolo dell’esposizione della casa.

La Passivhaus, questo è il termine originale che la definisce, dovrebbe infatti garantire il calore interno senza avvalersi di altre fonti di riscaldamento o, in alternativa, utilizzandole ma sfruttandole al minimo; ciò è possibile “riciclando” il calore generato dall’irraggiamento solare incamerato dalle finestre, e da quello generato in maniera autonoma grazie all’utilizzo degli elettrodomestici e dagli occupanti dell’abitazione. Da qui ci si rende conto dell’importanza di un’attenta progettazione e di una corretta definizione dell’esposizione rispetto al sole.

Il legno arriva a far risparmiare in maniera molto considerevole; l’isolamento termico è efficiente se si applicano sistemi di ventilazione controllata a recupero energetico che evitano di effettuare un ricambio dell’aria tramite l’apertura di porte e finestre (che risulterebbe deleterio e farebbe venir meno il risparmio). Naturalmente l’impianto permette il ricambio d’aria cedendo a quella in entrata una quantità elevata di calore che, in tal modo, non viene disperso.

Perché tuttavia il riscaldamento “aggiuntivo” possa essere definitivamente eliminato, è necessario che vengano rispettati alcuni parametri:
• carico termico invernale ≤ 10 W/m²
• carico termico estivo ≤ 10 W/m²
• fabbisogno energetico primario di energia ≤ 120 kWh/(m²a)
• fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤ 15 kWh/(m²a)
• fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 kWh/(m²a)

In Italia le case passive non sono ancora diffuse come nel resto del nord Europa tuttavia, si auspica che la situazione possa cambiare; in questi anni si è molto parlato di risparmio energetico, pannelli solari, serramenti isolanti, cappotti esterni e interni, coibentazioni, anche se il nostro clima non è assimilabile a quello del Nord Europa, è probabile che si possa trovare la soluzione anche a questa differenza che ingenera qualche problema.

Immagine: © Train.Bird

4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  2. Sono presenti anche degli chalet prefabbricati ad alto isolamento termico che uniscono prezzo contenuto (perchè prefabbricati e preparati in kit) e design elegante e moderno.
    Inoltre, stanno diventando molto popolari in italia, soprattutto per i liberi professionisti, i garden-office che permettono di aggiungere un vano all'abitazione (in giardino) dove potersi concentrare e lavorare nella salubrità e bellezza del legno. (entrambi i prodotti visibili qui: http:www.casette-italia.it )

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  3. Dovremmo essere sempre più orientati a questo tipo di costruzioni e case ecosostenibili, per rispettare l'ambiente che ci circonda, come lui rispetta noi.

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  4. Speriamo si diffondano più velocemente le case passive, il nostro ambiente ne ha bisogno!

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