martedì 31 marzo 2015

Il Crystal Palace a Londra e la storia dei GRANDI MAGAZZINI


Da Londra durante l'epoca vittoriana, all'era sovietica di Mosca, ai nostri giorni, i grandi magazzini hanno cambiato il nostro modo di frequentare i negozi e fin dalla loro nascita plasmarono la cultura globale.

Molti si contendono tuttora il titolo di primo Grande Magazzino aperto nel mondo, ma possiamo dire che questo titolo,  forse, appartiene al Grande magazzino di moda di Londra,  Harding, Howell & Co a 89 Pall Mall in St James, a Londra.

Inaugurato nel 1796, questo bellissimo negozio georgiano fu diviso in quattro reparti, offrendo pellicce, merceria, gioielli e orologi, e modisteria o cappelli.  Harding, Howell & Co si orientò fin da subito a soddisfare i bisogni e desideri delle donne alla moda. Qui, finalmente le donne erano libere di navigare e fare acquisti, in modo sicuro e decorosamente, lontano da casa e dalla compagnia degli uomini. Le clienti, per la maggior parte, erano appena benestanti donne della classe media; la loro fortuna - e quella del grande magazzino in sé - era sostenuta dalla rivoluzione industriale.

Il successo di questi Grandi Magazzini trasformarono la vita a Londra ed in tutta la Gran Bretagna favorita anche da una feconda invenzione per lo struttamento dell'energia prodotta dal vapore che forniva apparentemente un'inseusaribile manodopera a basso costo.

Non è un caso che, a partire dalla metà del 19° secolo, il grande magazzino ha adottato il look in cui lo abbiamo conosciuto per più di 150 anni con l'apertura della Grande Esposizione del 1851 organizzata per la regina Vittoria e il principe Alberto.

La grande esposizione si è svolta nel Crystal Palace, una struttura veramente rivoluzionaria, progettata da Joseph Paxton e situato in Hyde Park, non lontano da Harrods, che, dal 1905, è diventato il magazzino più grande d'Europa.

Non solo il Crystal Palace era costituito da 300.000 lastre di cristallo - una tecnologia tipica dell'epoca - ma era anche un enorme vetrina di beni di consumo di tutto il mondo.

Milioni di persone vennero a Londra per guardare le vetrine a bocca aperta, meravigliati dal design innovativo dell'epoca, e capirono le grandi cose che il nuovo mondo industriale poteva offrire.

Da allora, anche se rivestito in marmo, pietra, mattoni o terracotta, i Grandi Magazzini - centri commerciali, anche - hanno sempre avuto qualcosa che ricordava il Crystal Palace di Paxton.

Molti dei primi grandi magazzini primi, come John Lewis e Whiteleys a Londra, sono stati fondati da Drapers, commercianti di panno che hanno capito i gusti e il potere d'acquisto della nuova generazione crescente di donne della classe media, a partire dalla seconda metà del 19° secolo.


martedì 9 dicembre 2014

Etichette degli elettrodomestici e classe energetica

Se dobbiamo sostituire una lavatrice, un frigorifero dobbiamo porre attenzione alla classe energetica dell’elettrodomestico da acquistare sia per risparmiare e avere una bolletta più bassa ma, anche per avere una maggiore attenzione ecologica infatti consumare meno energia contribuisce a diminuire l’inquinamento globale e rispettare l’ambiente.

La classe energetica di un elettrodomestico è anche definito classe di efficienza energetica perché fornisce indicazioni su consumi di energia ridotti dell’elettrodomestico.

Per poter scegliere l’elettrodomestico in base alla classe di consumo energetico migliore si fa riferimento a una scala di valori espressa da lettere e colori in cui, la A e il verde indicano elettrodomestici a basso consumo mentre, la G e il rosso fanno riferimento a prodotti con un alto dispendio energetico.

Le frecce colorate, a colpo d’occhio indicano la quantità di dispendio, più è corta e maggiore sarà infatti il risparmio energetico.

La classe A è ulteriormente differenziata in A, A+, A++ e A+++ e, all’interno di questa divisione, anche se può sembrare impossibile, le differenze di consumo sono elevate cosicchè tra la A e l’A+++  potrebbe esserci anche il 50% di differenza di consumo energetico, in base al tipo di elettrodomestico considerato.

Ad ogni modo la scelta dell’elettrodomestico non viene fatta solo in base all’etichetta della classe energetica, ma valutando anche le differenti funzioni svolte dall’apparecchiatura e mettendo a confronto funzioni svolte e consumi.

La classe G indicata su un frigorifero non indica lo stesso consumo di una G riportata su una lavatrice; nel primo caso si parla di un consumo annuo maggiore di 781 Kwh (chilowattora) e, nel secondo un consumo annuo maggiore di 507 Kwh, calcolati su un insieme di parametri definiti a priori (frigorifero tenuto chiuso in laboratorio e lavatrice con funzionamento pari a 2 lavaggi alla settimana, con 5 kg di carico di capi in cotone e temperatura di lavaggio pari a 60°).

Considerando frigoriferi e congelatori, l’etichette delle apparecchiature devono riportare, oltre che alle informazioni di cui si è parlato sopra, anche altre come il nome (o marchio) e modello, l’eventuale marchio ecolabel, il volume del vano con o senza stelle, il tipo di scomparto secondo le stelle e l’indice di rumorosità espresso in decibel.

Quando si sceglie la lavatrice sulla tabella energetica è indicato nome (o marchio) e modello, l’efficacia di lavaggio (da A fino a G, fermo restando che la A indica una migliore capacità di lavaggio), quella di centrifugazione (da A fino a G, con lo stesso significato della precedente), la capacità di carico in cotone espressa in chilogrammi, il consumo d’acqua in litri, oltre alla rumorosità espressa in decibel.

Per le lavastoviglie si indicano nome (o marchio) e modello, la classe di efficienza energetica e l’eventuale marchio ecolabel, il consumo energetico in chilowatt per ciclo, l’efficacia di lavaggio (da A fino a G, fermo restando che la A indica una migliore capacità di lavaggio), l’efficacia di asciugatura (da A fino a G, con lo stesso significato della precedente), il numero di coperti, il consumo di acqua in litri e la rumorosità in decibel.

Anche i forni elettrici hanno una loro etichetta in cui si indica oltre alla marca, modello, classe energetica, marchio ecolabel, anche il consumo in chilowatt per ciclo, sia a convenzione forzata che naturale, il volume in litri, il tipo (piccolo, medio, grande), e la rumorosità in decibel.

Nei condizionatori le etichette si differenziano a seconda che siano solo refrigeranti o anche pompa di calore e perciò dovranno indicare il potere refrigerante e il tipo di raffreddamento (aria o acqua), l’indice di efficienza energetica (IEE), in caso in cui funga anche da pompa di calore si dovranno dichiarare le unità (esterna o interna), il tipo di raffreddamento/riscaldamento, e la potenza di riscaldamento.

Tutti questi elementi sono essenziali per scegliere un buon elettrodomestico, indipendentemente dalla forma, i colori ed eventuali funzioni extra; si tratta di caratteristiche che permetteranno di spendere meno, risparmiando in bolletta, e disporre di prodotti con capacità di carico, consumi e rumorosità adatti alle esigenze del consumatore.

venerdì 4 aprile 2014

Miele presenta il progetto #Design4Life

Miele , azienda tedesca leader nella produzione di elettrodomestici, presenterà al prossimo Salone del Mobile che si svolgerà a Milano dall’ 8 al 13 Aprile, con uno stand ad EuroCucina 2014, gli innovativi prodotti della Generazione 6000: la nuova gamma di prodotti delle due linee PureLine e ContourLine. Si tratta di circa 300 nuovi elettrodomestici da incasso, caratterizzati da stile e design di eccellenza. 

I prodotti presentati si contraddistinguono per un design minimal ma sofisticato, sottolineato dall’uso particolare del vetro, che mette in risalto le nuove maniglie in acciaio. Molto evoluto il display dei comandi che viene fornito anche nella versione con sistema MTouch, con cui è possibile interagire come si trattasse di un iPad. Nonostante l’alta tecnologia, l’uso dei comandi è comunque molto semplice ed intuitivo. 


venerdì 28 marzo 2014

Come appendere un quadro

Appendere un quadro, al contrario di quel che si possa pensare, non è mai così semplice come sembra; per farlo nella maniera corretta è necessario seguire alcune regole e procedere in maniera ordinata. 

Per prima cosa si deve scegliere con cura la posizione sulla parete, facendo attenzione a valutare e confrontare la proporzione tra la grandezza del quadro e la parete stessa, valutando il tipo di luce che lo illuminerà (naturale o artificiale), la presenza di altri oggetti d’arredo (dai mobili, a lampade di terra fino ad altri quadri) ma anche l’effetto visivo che si vuole ottenere. Da considerare è che un quadro verticale tende ad allungare la parete, mentre uno orizzontale tende ad allargarla. 

Valutati gli aspetti precedenti si dovrà prendere in considerazione un aspetto tutt’altro che trascurabile, il peso del quadro e, di conseguenza, cosa utilizzare per appenderlo; più un quadro è grosso e più è pesante e, il peso può essere aggravato dalla presenza di una cornice più o meno massiccia, ma anche da un eventuale vetro protettivo. 


lunedì 24 febbraio 2014

Artemide di Eclisse


Artemide Eclisse

Artemide di Eclisse può essere considerata uno di quegli oggetti di design che hanno fatto la storia e difficilmente vengono affossati dal mercato e dalle nuove tendenze; sempre di moda, sempre ricercata e amata anche per il suo aspetto vintage, è conosciuta in tutto il mondo e non smette di essere acquistata per impreziosire ambientazioni di design e studi professionali.

Disegnata nel 1965 da Vico Magistretti, vinse nel 1967 il Compasso d’Oro regalando così ad Artemide, a soli 6 anni dalla fondazione, il primo prestigioso riconoscimento; nel tempo il suo successo l’ha condotta a essere esposta in maniera permanente nei più importanti musei di arte e design del mondo.

Semplice nelle linee, dalla forma morbida e bombata si ispira alle lanterne per svolgere una funzione essenziale, illuminare piccoli ambienti come camere da letto, studioli o angoli lettura; la si può appoggiare su un tavolino, scrivania, comodino oppure, in alternativa installarla a parete.


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