mercoledì 20 gennaio 2016

Disegnare con la china: tecniche e strumenti

Inchiostro di china

Disegnare con la china è divertente e anche se sembra semplicissimo, richiede invece una certa esperienza e passione; gli strumenti che possono essere utilizzati sono diversi, così come lo sono le tecniche.

La prima cosa da fare, se ci si vuole cimentare nel disegno a china, è procurarsi l’attrezzatura necessaria, a partire dalle penne; è possibile scegliere tra penne stilografiche, pennelli (preferibilmente morbidi e in pelo di martora), pennarelli a china, penne a serbatoio, pennini e inchiostro, l’importante è tener presente che i vari tipi di penna permettono di ottenere tratti diversi e, di conseguenza, una non vale l’altra.

I pennelli sono i meno semplici da utilizzare, meglio prenderli in considerazione dopo aver fatto un po’ di esperienza mentre i principianti, potrebbero iniziare con penne con il serbatoio o pennarelli a inchiostro di china; sarà poi necessario prevedere diversi pennini di diverse dimensioni che permetteranno di ottenere tratti differenti: stretti consentono per esempio maggiori dettagli, un tratteggio preciso e netto, quelli più larghi aiutano invece a riempire.


Per quanto riguarda la carta, si possono usare carte lisce da disegno piuttosto pesanti (dai 120 grammi in poi) che evitino che l’inchiostro possa “attraversarle” e rovinarsi con lo scorrere del tempo; matita e gomma pane vanno previste nel caso in cui si decida di stendere un bozzetto prima di iniziare a lavorare con l’inchiostro mentre, la carta assorbente (tamponando dopo aver bagnato l’errore) è necessaria per correggere un errore “fresco” e, in alternativa, la lametta per raschiare l’inchiostro se si è già essiccato.

Perché nel tempo il disegno si mantenga ben conservato, è necessario che l’inchiostro sia di qualità, perfetti sia quelli da disegno che quelli non impermeabili che risultano simili a quelli utilizzati per l’acquerello.

Il disegno dovrebbe essere eseguito su un piano leggermente inclinato e, le prime volte, per acquisire sicurezza, è consigliabile definire prima il disegno a matita poi, intingendo il pennino nell’inchiostro (attenzione che la parte cava deve esser rivolta verso il basso), ripassarlo con tratti decisi per prendere confidenza con gli strumenti.

Una volta che si avrà preso dimestichezza si potrà utilizzare una delle tecniche classiche che miscela la tecnica dell’acquerello a quella della china; il tratto a penna potrà essere fatto precedere o seguire da una pennellata “d’acqua” in modo da ammorbidire il tratto di china e dargli un aspetto più sfocato e morbido. Se si passa l’acqua dopo aver fatto il tratto di china, si dovrà agire rapidamente perché l’inchiostro asciuga in tempi veloci.

Se non si intendono realizzare chiaro/scuri, si potrà utilizzare la semplice tecnica del tratteggio (i tratti e i punti stanno alla base della tecnica), ricordando che la differente pressione del pennino sulla carta permette di realizzare tratti differenti; al contrario, per tratti morbidi ma definiti, si potrà utilizzare il pennello e intingerlo nell’inchiostro e, in seguito, utilizzarlo per eseguire il disegno.

Avvalendosi di piccoli pezzi di stoffa piegati in vari modi (anche stropicciati), spugne, carta, le dita della mano e altri oggetti di questo genere, è possibile ottenere delle lavorazioni molto interessanti; per eseguirle è necessario porre un poco d’inchiostro in un piattino e intingere una piccola parte, per esempio, di un pezzetto di stoffa poi, dopo aver fatto “scolare” il colore, tamponare ripetutamente il foglio ottenendo, in base alle pieghe dei disegni, particolari e unici.

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